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Artemisia


Finger

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Non riesco a trovare messaggi sul forum circa l'artemisia ( mi sembra si chiami anche dragoncello).

Io ho una pianta che credo sia una delle tante varietà: si può dare alle tarte ?

Loro la cercano e sbranerebbero le foglie, ma sto aspettando un vostro consiglio.

Ciao

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ciao,

nn ne ho idea!

però ho trovato questo:

http://herbarium.splinder.com

 

 

::Artemisia::..

 

http://img524.imageshack.us/img524/6030/artemisiaabsinthiumasteta5.jpg

 

L’Artemisia fa parte delle composite, piante perenne che può raggiungere anche un metro e mezzo di altezza,

ha un bel fusto di colore rosso scuro, fiori gialli raggruppati in spighe, dal profumo molto simile all’assenzio.

Diffusa al Nord e nel Centro Italia, si trova spesso nelle zone incolte, lungo i muri, nei campi, nei prati, tra le rovine e vicino le siepi.

La fioritura va da giugno ad agosto e se ne utilizzano tutte le parti, dalla radice ai fiori. L’artemisia è forse la pianta più famosa tra le erbe di San Giovanni (24 Giugno).

In tempi antichi faceva parte del mazzetto degli odori e veniva solitamente raccolta allo spuntare del giorno, camminando all’indietro.

Nel mito si racconta che l’Artemisia sia stata donata alle donne dalla Dea Artemide, da cui prende il nome, per rendere il ciclo mestruale regolare e per aiutare nei parti difficili.

Nelle medicina popolare,questa pianta, veniva però vietata alle puerpere, perché dava un sapore sgradevole al latte materno. Un vecchio detto dice: “Chi porterà l’artemisia nel suo cammino non si sentirà mai stanco”, infatti veniva usato come talismano contro la fatica e come amuleto dai viaggiatori.

Ma questa pianta non protegge solo i viaggi fisici, ma offre la sua protezione anche durante i viaggi spirituali, quindi sarebbe opportuno bruciarne qualche rametto, durante le meditazioni.

Nel mondo greco-romano era nota per la sua efficacia contro le convulsioni e le crisi epilettiche.

E’ una pianta legata ai cicli lunari, e come la Luna induce l’abbassamento di veglia, cosi,i suoi fiori sprigionano absintina, un principio amaro che in passato veniva usato come droga, provocando allucinazioni, delirio e a volte anche la morte.

L’artemisia è una pianta semplice, ma molto completa, è un erba di vita, ma come abbiamo appena visto, anche di morte.

La tradizione prevede che si intreccino corone di Artemisia per ornare il capo dei giovani, allontanare gli spiriti maligni e alleggerire il cuore con il dolce sentimento della contentezza.

In alcuni paesi, il giorno di ferragosto, gli sposi si regalano corone di artemisia per propiziare la fertilità.

In quasi tutto l’oriente, vengono confezionate figure magiche con l’artemisia, e vengono appese fuori dalla porta per allontanare il male dalle case.

Per comunicare con gli Dei, gli antichi Greci, mescolavano fiori di Artemisia con il grasso degli animali sacrificati, e il fumo che saliva al cielo era cosi profumato da essere gradito agli esseri superiori.

Una volta l’inchiostro veniva temperato con succo di Artemisia, per rendere la carta inattaccabile dalle tarme, poiché la parola deve durare al di là del tempo e oltre la caducità delle cose umane.

Nel mondo ci sono varie leggende su questa pianta magica, ma una in particolare è più conosciuta delle altre.

Racconta di una ragazza che andando a passeggio, finisce in una buca piena di serpenti. Sul fondo dell’abitacolo c’è una pietra luminosa e i serpenti affamati sono condotti li dalla regina dei serpenti per potersi saziare leccandola. La ragazza per poter sopravvivere, imita i serpenti, e quando arriva la primavera questi si snodano e compongono una scala cosi da poter fare uscire la ragazza all’aperto. La regina dei serpenti fa un dono alla ragazza,le da la facoltà di comprendere il linguaggio delle piante e di conoscerne tutte le proprietà medicamentose. In cambio, lei non deve mai nominare l’Artemisia. La fanciulla ben presto si accorge di comprendere tutto ciò che le piante le dicono e suggeriscono.

Un giorno, un uomo le domanda come si chiama quella pianta che nasce nei campi, ai bordi dei sentieri. La fanciulla, senza riflettere risponde: “Artemisia”, e di colpo le piante smettono di parlarle, il loro linguaggio diventa estraneo. La fanciulla ha dimenticato tutto.

Ecco perché l’Artemisia viene chiamata anche *Pianta dell’oblio*.

L’artemisia si brucia insieme ad altre erbe per purificare ambienti e persone, e il fumo aspirato favorisce le visioni.

Viene usata nei talismani di protezione contro le disgrazie e nei rituali per proteggere la fedeltà e la felicità coniugale.

 

Fonti editoriali:

“Il grande libro delle piante magiche” di Laura Rangoni, ed. Xenia

“Enciclopedia delle piante magiche” di Scott Cunningham, ed. Mursia

 

Fonti telematiche:

http://www.cortedegliscontenti.com

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:beard: :beard: mannaggia !

Qualcuno mi sa dire qualcosa ? Io l'ho trovata in vivaio vicino alle piante aromatiche...pensavo fosse commestibile per le tarte.

Anna o qualcuno, avete info in merito ?

Grazie

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ciao,

anke su questo sito, sice ke l'artemisia può essere pericolosa:

http://www.dica33.it/servizi/vitamine/piante/tossic.htm

Abrotano Artemisia abrotanum

Considerata relativamente pericolosa, soprattutto per i bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo.

 

Artemisia/Canapaccio Artemisia vulgaris

Considerata relativamente pericolosa, soprattutto per i bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo.

 

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qui invece puoi vedere come esistano molti tipi di artemisia:

http://herbarium.uvsc.edu/Virtual/search.asp?s=genus&p=1&n=1343&t=Artemisia

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Specie_di_Artemisia

 

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x le tarte davvero nn so....io cmq senza pareri esperti e senza sicurezza totale, nn le darei da mangiare.

ciao:)

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mah.. si tratta cmq di una pianta officinale/medicinale (si ricava anche il liquore di assenzio) per cui ci andrei molto cauto
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no no lascia stare....è velenosa per loro....o almeno io so che è una pianta che può provacare allucinazione e dipendenza...quindi se gliela fai mangiare poi ne vorranno sempre di più....non credo proprio che faccia benissimo...si usava un tempo....quando non c'erano anestetici...quindi per una tarta non fa bene...
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Artemisia glacialis

121.jpg

 

 

Famiglia: Asteracee

Nome volgare: Genepì dei ghiacciai

Caratteristiche: Pianticella erbacea con la base del fusto in parte lignificata. Foglie dei getti sterili e cauline inferiori lungamente picciolate, 2-3 pennato- o ternatosette, le altre decrescenti sino alle superiori bratteiformi. Capolini emisferici od ellittici. I fiori sono di colore giallo riuniti in capolini. La fioritura avviene in estate. La pianta è alta circa 10-15 centimetri.

Habitat: Pianta caratteristica delle regioni alpine cresce abbarbicata tra i massi in piccoli ciuffi ad altezze comprese tra i 1500 e i 3000 metri.

Proprietà farmaceutiche: A scopo medicinale si utilizzano la pianticella fiorita raccolta all'inizio della fioritura e fatta essiccare in luogo ombroso e ventilato. Si può impiegare anche la radice raccogliendola in estate. Proprietà toniche, antispasmodiche

Uso in cucina: Le proprietà del genepì e delle varietà consimili s'incentrano sui principi amari in esse contenuti che le rendono eccellenti per confezionare aperitivi e digestivi. Inoltre può essere utilizzato per combattere le affezioni dell'apparato respiratorio

I montanari utilizzano le molte specie di genepì macerandole nella grappa ottenendone un liquore stomachino che sembra abbia la capacità di guarire il mal di montagna.

 

 

 

 

122.jpg

Sulle Alpi ci si fa il Genepì ...... yahoooo!!

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Tenete sempre bene in mente una cosa, i principi tossici per una specie non lo sono necessariamente per un'altra.

Vedete l'esempio delle foglie del Papaver somniferum che do come vermifugo alle tartarughe.

Ma le tue già hanno mangiato le foglie dell'artemisia?!

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La mia artemisia comunque non c'entra nulla con la varietà che si fa il Genepi.

L'artemisia ho letto che ci sono 400 specie diverse e fa parte delle erbe spontanee. Viene usata anche per curare certe malattie e le sue proprietà sfruttatae nella moxa ( terapia tipo shiatzu fatta con sigaro).

Il garden mi ha detto che è un' erba molto spontanea. Boh, salvo prove contrarie non gliela darò.

Ci sentiamo Venerdì

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sono fuori sede e non posso fare ricerche.

 

(Ho un collegamento hotspot lento come una lumaca moribonda anche disabilitando le immagini)

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In attesa che Anna o altri trovino qualche info più precisa vorrei dire che la mia varietà di artemisia è ARTEMISIA DRACUNCULUS o appunto DRAGONCELLO. Il garden dove l'ho comprata mi ha detto che ha proprietà medicinali ed è una pianta che in certe zone cresce spontanea e difficilmente può considerarsi tossica. ( Per 2 euro di pianta dubito che si sia inventato la non tossicità)

Io in rete ho trovato questo, ma attendo ovviamento per le tarte il responso.:

 

Il dragoncello o estragone (Artemisia dracunculus) è una pianta perenne, aromatica e amara, appartenente alla famiglia delle compositae. È originaria della Siberia del sud e della Russia meridionale. Il fusto forma dei cespugli che possono raggiungere l'altezza di circa un metro, ha fiori piccoli e di colore verde-giallastro, riuniti in infiorescenze a forma di pannocchia. Le foglie sono sottili, lucenti e di colore verde scuro. È coltivata nell'Europa occidentale per i suoi usi gastronomici. Foglie e fiori vengono raccolti nei mesi più caldi. Ha proprietà antisettiche e digestive. Le foglie contengono sali minerali e le vitamine A e C. Masticare le foglie riduce le sensibilità delle papille gustative, favorendo l'assunzione di medicine amare. Le radici danno sollievo al mal di gola e l'infuso di foglie stimola l'appetito.

E' molto utilizzata nella cucina toscana e in quella francese per insaporire pesce, uova ed altre pietanze. È uno dei componenti principali della Salsa Bernese che si usa per insaporire la carne alla griglia.:rolleyes3:

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risposta al volo

da una rapida ricerca su un pugno di siti istituzionali sui veleni, sembra che le varie specie del genere artemisia vadano da "no reports of toxicity have been seen for this species" (--->> che equivale a: "non si conoscono studi che riportino tossicita' per questa specie") fino a "The plant is poisonous if used in large quantities" per l'A. absinthium (l'assenzio) e "The plant might be poisonous in large doses" per l'A.vulgaris.

La ricerca l'ho fatta sulle specie date per comuni nella Flora d'Italia del Pignatti e delle quali sono riuscita a trovare una scheda con riferita eventuale tossicita'

http://www.ces.ncsu.edu/depts/hort/consumer/poison/icons/triangle.gifToxic Principle (almeno per l'assenzio)A monoterpene thujone. :) e non mi chiedete cos'e' ;)

 

Come con tutte le piante delle quali non si ha la composizione certa conviene in ogni caso andare in uso modico.

Il concetto di "modico" e' arbitrario..... per me significa al max ogni 2 settimane.

*****

***

*

Come concetto generale occorre procedere con piedi di piombo quando abbiamo a che fare con piante alle quali si riconosce una spiccata capacita' medicinale (o medicamentosa???? va boh, ci siamo capiti)

Perche' hanno principi attivi elevati

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il gelsomino?non ho trovato nulla...!

le acquatiche ne sono innamorate,ne hanno un piantone vicino al laghetto e ci si sdraiano sopra!perche" E" giu basso non l ho fatto arrampicare in alto!!x le terresrtri e" pericoloso??

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