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Ciclo dell'azoto, Batteri e Attivazione del filtro


Meth_One

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visto che l'argomento interessa anche le tartarguhe vi posto un articolo che ho redatto per il mio sito sui piranha che tratta le basi per capire il ciclo dell'azoto. Spero vi sia utile, una volta capito sarà ben chiaro il suo funzionamento e quando si può definire maturo un filtro:

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Il ciclo dell’azoto è una serie di trasformazioni biochimiche molto importanti. La sua presenza rende possibile la vita di pesci e invertebrati nel nostro acquario. Con questo articolo riassumerò in maniera essenziale e il più comprensibile possibile il suo funzionamento aiutandovi a capirne l’importanza e rispettarne le modalità e tempi d’innesco.

 

Iniziamo esaminando gli elementi più importanti: la Salute dell’acqua dove vivranno i nostri pesci, e una vasca biologicamente matura per ospitarli.

Le trasformazioni biochimiche che avvengono negli acquari dipendono maggiormente dall’opera di batteri degradanti e nitrificanti.

Capire quali siano tutti i ceppi batterici che colonizzano i nostri acquari non è impresa da poco, ma cerchiamo di semplificare il tutto facendo una sintesi delle diverse teorie in merito, citando alcune delle famiglie batteriche più importanti.

In primo luogo troviamo i batteri degradanti, ceppi assai aggressivi che attaccano le molecole organiche, come proteine, vitamine, DNA ecc, trasformandole in materiali più elementari, aggredibili dai batteri nitrificanti.

Nitrosomonas e Nitrobcter sono batteri nitrificanti fra i più comuni che possiamo trovare all’interno delle nostre vasche.

Ma cos’è l’azione nitrificante?

Questa consiste in una serie di processi di trasformazione. Per semplificarne la comprensione suddividiamola in due parti: la prima di queste vede protagonisti i Nitrosomonas che portano il primo attacco all’ammonio producendo nitriti, mentre nella seconda troviamo i Nitrobcter che attaccano i nitriti trasformandoli in nitrati.

Le famiglie di batteri che abbiamo menzionato finora non solo le uniche a colonizzare le nostre vasche, il discorso infatti è ben più complesso, ma limitiamoci a citarne ancora qualcuna fra le più importanti, senza però addentrarci nello specifico di ognuna di esse, che confonderebbe la maggior parte delle persone inesperte: Nitrospira, Nitrosolobus, Nitrosococcus.

Abbiamo parlato diAmmonio(NH4), Nitriti(NO2) eNitrati(NO3), ma cosa sono in realtà?

Sono sostanze non smaltibili che, accumulandosi, diventano nocive per i nostri pesci, in alcune quantità addirittura letali. In ordine di nocività troviamo al primo posto l’Ammonio, i Nitriti al secondo e al terzo i Nitrati.

Date queste premesse si deduce che il ciclo dell’azoto permette la trasformazione (ossidazione) di sostanze tossiche derivate dal metabolismo di pesci, invertebrati e piante che vivono all’interno di un acquario, in sostanze meno tossiche.

Ma come si innesca il ciclo dell’azoto?

Dal punto di vista della reazione il ciclo dell’azoto viene innescato dall’ammonio, da qui, come spiegato precedentemente, i batteri lo trasformano prima in Nitriti e poi in Nitrati, quindi in sostanze sempre meno nocive. Per l’ultima sostanza ottenuta, ovvero i nitrati, per quanto meno nocivi e quindi di possibile accumulo, dobbiamo fare in modo che non superino i livelli prestabiliti (i nitrati in acquario non devono superare i 25mg/l). E’ fondamentale precisare che il ciclo dell’azoto, per innescarsi la prima volta in una vasca "vergine" appena allestita, ha bisogno di un periodo di tempo che va dai 13 ai 40 giorni, in base al tipo di allestimento che abbiamo in acquario. Prima di inserire i pesci è bene che l’acquario sia maturo, con il ciclo dell’azoto innescato e una colonizzazione batterica in grado di contrastare tutti i residui azotati che si accumuleranno conseguentemente alla presenza di animali e vegetali. Ora viene spontaneo chiedersi come fa il ciclo dell’azoto a innescarsi senza i pesci che producono ammonio. La risposta è molto semplice: l’ammonio in vasca si forma con qualsiasi materiale si decomponga, quindi per innescare il ciclo dell’azoto la prima volta è sufficiente inserire scaglie di mangime secco oppure piantumare la vasca(le piante oltre a produrre ammonio con i loro residui, utilizzano i nitrati per la loro crescita, agevolandone così lo smaltimento).

 

In questa maniera avviene la prima fase di degradazione organica che permetterà ai batteri nitrificanti di procedere all’innesco del ciclo. E’ opportuno fare delle precisazioni sul processo di ossidazione, nello specifico NH4 --> NO2, ad opera dei batteri nitrificanti. Durante questa fase il Ph diventa più acido e il consumo di ossigeno aumenta, quindi tra pesci e filtro nasce una vera e propria competizione. Mi preme sottolineare che, se non si possiedono piante, è importante incrementare l’ossigeno sia sul fondo, per mezzo di un ossigenatore, sia in superficie, aumentando la corrente tramite il tubo di mandata del filtro. (E’ possibile ossigenare la superficie dell’acqua innalzando la caduta del tubo di mandata del filtro qualche centimetro sopra il pelo dell’acqua, andando a formare un piccola cascata).

 

L’ammonio diventa tossico con Ph superiori a 7.2, diventando ammoniaca, mentre i nitriti sono tossici a qualsiasi livello di Ph. Perché è importante che i nitriti all’interno di un acquario siano a zero? Lo ione nitrito entra in diretta competizione con l’ossigeno(O2) per i siti di legame presenti nell’emoglobina del sangue, formando così metemoglobina, ovvero un’emoglobina modificata, completamente incapace di trasportare ossigeno, che intossica i pesci in maniera devastante. Per fare un paragone più semplice possiamo associare questo tipo d’intossicazione a quella che colpisce i mammiferi ad opera del monossido di carbonio.

Quando si riscontra un’intossicazione da nitriti possiamo agire in due modi per abbassarne il livello di tossicità: il primo è inserendo del sale da cucina, in quanto il cloruro di sodio ripristina le normali funzioni dell’emoglobina, il secondo è inserendo il Blu di Metilene, che, grazie al suo noto potere antimetemoglobinemico, combatte questo tipo di intossicazione.

 

Specifiche pratiche: Per avere un filtro ben colonizzato è indispensabile fornirlo di cannolicchi e lana di perlon o bio bols apposite. Questi due materiali fanno i modo che le colonie si stabiliscono ed abbiano sempre cibo a sufficienza.

Per attivare in maniera veloce un filtro si possono usare degli attivatori specifici, come l’Askoll Cycle Super Fast o il Biocorin H3. Questi due prodotti innescano velocemente il ciclo dell’azoto e fanno in modo che la maturazione del filtro sia estremamente veloce rispetto ai tempi di innescamento in una vasca vergine.

Quando si procede alla manutenzione della vasca e del filtro ci sono alcuni concetti che devono essere ben chiari: non lavare MAI il cannolicchi e pulire il perlon solo dallo sporco più grossolano in maniera tale che le colonie non vengano eliminate con il lavaggio di questi due materiali.

E’ bene rafforzare la flora batterica ogni qualvolta si pulisce il filtro e si cambia l’acqua. Questa operazione può essere fatta con due prodotti, il Sera Nitrivec o l’Askoll Cycle super fast. Chiaramente ci sono altri prodotti in commercio adatti a tale scopo, io mi sono limitato a citare quelli più conosciuti.

 

La vastità e complessità dell’argomento è tale da richiedere ulteriori approfondimenti.

Questo articolo spiega in cosa consiste e come funziona il ciclo dell’azoto, riportando i concetti fondamentali dell’argomento, evidenziando l’importanza della componente Biochimica per la salute dei pesci e per l’equilibrio biologico dell’acquario.

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Come noterete ci sono alcune parti strettamente legate all'acquariofilia che sono facilemente intuibili e riadattabili all'allevamento delle tartarughe.

Spero di esservi stato utile. :)

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meth vedo dalla tua firma che hai preso delle piccole tartarughine, quando c'è le mostrerai?

 

Comando cerca del forum, vedrai la discussione con le foto ;)

 

cmq se vuoi vedre un pò di foto eccoti un link:

http://www.clubpiranha.it/tartapage/index.html

 

A breve, spero, arriveranno 2 mata mata..... speriamo... :)

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  • 1 month later...
Comando cerca del forum, vedrai la discussione con le foto ;)

 

cmq se vuoi vedre un pò di foto eccoti un link:

http://www.clubpiranha.it/tartapage/index.html

 

A breve, spero, arriveranno 2 mata mata..... speriamo... :)

 

 

mata mata?...e hai pensato gia al futuro di ste tarte?..hanno bisogno di davvero tanto spazio da adulte (minimo 60 cm l'una!)

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mata mata?...e hai pensato gia al futuro di ste tarte?..hanno bisogno di davvero tanto spazio da adulte (minimo 60 cm l'una!)

 

Beh, magari ci avrà pensato ed è al corrente delle esigenze di questa specie!

 

Perché ti meravigli? Ce ne sono tanti di allevatori che le possiedono e le tengono in ambienti dedicati...

 

Ovviamente, data la stazza, serve tanto ma tanto spazio!

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  • 6 months later...

e sempre meglio non usare gli attivatori batterici con le tarte.... per 4 semplici motivi:

 

 

  1. Non hanno una grandissima varietà di batteri diversi, questo vuol dire che il filtro maturo sarà meno "completo" di pattern batterico rispetto rispetto ad un filtro attivato con l'acqua sporca delle tarte
  2. Il carico inquinate delle tarte è molto alto, questo vuol dire che in fase di maturazione si sviluperanno più velocemente solo certi ceppi batterici, quindi succede come nel punto uno le colonie sono meno varie
  3. I pesci sporcano molto di meno, questo pemette una maturazione più lenta e stabile del filtro... cosa che con le tarte non è possibile e di rischia il collasso del filtro
  4. Con una crescita veloce e poco varia le colonie non sono "robuste"

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  • 3 weeks later...

beh VIPER, non te la prendere, però non sono d’accordo con quello che scrivi. Le colonie batteriche formate con gli attivatori servono proprio a ridurre i tempi di innesco del ciclo dell'azoto, e questo non comporta, ne limita, un’impossibilità di colonizzazione da parte di altri ceppi batterici ( tenendo presente che gli attivatori migliori come biocoryn e S.Cycle SF selezionano i ceppi batterici più forti) dopo di che, con un buon incremento di batteri, in modo da tenere robuste e floride le colonie, e con la presenza di residui azotati prodotti dalla tartarughe, queste continueranno a crescere, moltiplicarsi e formarsi.

Le tartarughe in natura vivono e crescono, nella maggior parte dei casi, nelle stesse acque dei pesci che oggi ritroviamo nei nostri acquari. Malgrado il loro carico organico superi quello di un pesce, posso assicurarti che alcuni pesci, vedi plecostomus adulti, sporcano in maniera decisamente consistente, ed in fase di maturazione del filtro con grossi carichi organici, vanno semplicemente incrementati più batteri giorno per giorno, fino ad una completa attivazione, per poi seguire un ciclo di rinnovo regolare durante i campi parziali. Io con le mie ho seguito questo processo, ed i miei valori sono buoni. Magari darei un pò più di riguardo all'associazione filtro-batteri in quanto per gestire il carico organico delle tartarughe è necessario un filtro che abbia la capacità di contenere un buon numero di cannolicchi, un filtraggio almeno 3/4 superiore al litraggio complessivo della vasca, e sfruttare un fondo che faciliti l'insediamento, come misto lavico, quarzo o porosa vulcanica (per chi non lo sapesse i batteri non si insediano solo nei cannolicchi ma anche nelle spugne e nel fondo in particolar modo, ma credo che sicuramente molti di voi lo sappiano già.), quindi niente di così diverso dall’allevare alcuni tipi di pesci come piranha, ciclidi di grossia taglia ecc.

 

Un'altra considerazione, sempre molto personale e leggermente offtopic, mi sorge quando vedo le vasche in cui vengono tenute le tartarughe, ovvero acquarietti da 40-50 litri, dove l'acqua non potrà mai mantenere dei valori stabili, nemmeno con un filtraggio decente ed una flotta corazzata di batteri. I fattori credo siano tanti da discutere su questo punto, però, secondo la mia personale esperienza, credo che una vasca adeguata, un filtro sufficientemente capiente ed una cura costante dell’acqua, si possa tranquillamente far fronte all’inquinamento di quest’ultima e mantenere una flora batterica, e un filtro, attivo.

Edited by Meth_One
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:D

 

ma ci mancherebbe altro....

 

ma forse mi sono spiegato male prima.... con gli attivatori batterici non si può fare lo stesso discorso xche viene fatto ai pesci di inserimento delle tarte in vasca

 

atttivatori batterici -> puoi inserire i pesci uno a 2 giorni dopo (a seconda del tipo di attivatore)

le colonie sono già formate e riescono a reggere il carico inquinante che al momento è basso pemettendo a colonie diverse di maturare e di avere un filtro più completo per la depurazione dell'acqua ;)

tieni presenti che in tutti glia attivatori batterici si consiglia di mettere pochi pesci per volta e all'inizio sempre di piccole dimensioni

 

cosa succede se con gli attivatori metto le tarte o tutti i pesci di colpo? semplice il filtro collassa! questo perchè c'è troppo carico inquinante, le colonie non reggono il carico inquinante e sono indirizzate verso la formazione solo di pochi ceppi batterici e per questo il filtro non avra un buon poll di batteri per depurazione ;)

 

Magari darei un pò più di riguardo all'associazione filtro-batteri in quanto per gestire il carico organico delle tartarughe è necessario un filtro che abbia la capacità di contenere un buon numero di cannolicchi, un filtraggio almeno 3/4 superiore al litraggio complessivo della vasca, e sfruttare un fondo che faciliti l'insediamento, come misto lavico, quarzo o porosa vulcanica (per chi non lo sapesse i batteri non si insediano solo nei cannolicchi ma anche nelle spugne e nel fondo in particolar modo, ma credo che sicuramente molti di voi lo sappiano già.), quindi niente di così diverso dall’allevare alcuni tipi di pesci come piranha, ciclidi di grossia taglia ecc.

pienamente d'accordo!

credo che una vasca adeguata, un filtro sufficientemente capiente ed una cura costante dell’acqua, si possa tranquillamente far fronte all’inquinamento di quest’ultima e mantenere una flora batterica, e un filtro, attivo.

ancora più d'accordo!

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:D

 

ma ci mancherebbe altro....

 

ma forse mi sono spiegato male prima.... con gli attivatori batterici non si può fare lo stesso discorso xche viene fatto ai pesci di inserimento delle tarte in vasca

 

atttivatori batterici -> puoi inserire i pesci uno a 2 giorni dopo (a seconda del tipo di attivatore)

le colonie sono già formate e riescono a reggere il carico inquinante che al momento è basso pemettendo a colonie diverse di maturare e di avere un filtro più completo per la depurazione dell'acqua ;)

tieni presenti che in tutti glia attivatori batterici si consiglia di mettere pochi pesci per volta e all'inizio sempre di piccole dimensioni

 

cosa succede se con gli attivatori metto le tarte o tutti i pesci di colpo? semplice il filtro collassa! questo perchè c'è troppo carico inquinante, le colonie non reggono il carico inquinante e sono indirizzate verso la formazione solo di pochi ceppi batterici e per questo il filtro non avra un buon poll di batteri per depurazione ;)

 

Ripeto, io l'ho fatto, attivando il filtro 4 giorni prima (mantenendolo attivo con mangime per pesci) e continuando a rafforzare le colonie di batteri per una settimana dopo l'inserimento delle tarta, ed una volta ogni 7/10 giorni al cambio parziel. Alcuni attivatori nello specifico, come ASKOLL CYCLE SF, hannno la particolarità di essere efficaci nell'arco di 24 ore, ma che certamente non bastano ad attivare un acquario, quindi, utilizzandolo in manierà giusta, un buon attivatore associato a condizioni adeguate per l'insediamento batterico (filtro ottimale, dimensioni della vasca e fondo), si possono avere risultati accettabili senza nessun collasso del filtro. ;)

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P.S. sto per rimettere le mie tarta nell'acquario invernale, 1 trac.script.elegans di circa 11cm ed una Graptemys Ps.Pseudographica di 14cm in una vasca da 135 litri.

 

Non appena inizio l’attivazione ti faccio un piccolo schema con tutto quello che succede, valori e cambi e attivazione, prima e dopo l'inserimento delle bimbe. ;)

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P.S. sto per rimettere le mie tarta nell'acquario invernale, 1 trac.script.elegans di circa 11cm ed una Graptemys Ps.Pseudographica di 14cm in una vasca da 135 litri.

 

Non appena inizio l’attivazione ti faccio un piccolo schema con tutto quello che succede, valori e cambi e attivazione, prima e dopo l'inserimento delle bimbe. ;)

ottima idea!

 

se passi i dati magari faccio un grafico come si deve ;)

 

se magari ti va si scrive e due mani una articolo per la maturazione del filtro da mettere tra gli articoli di TP e in evidenza nella sezione acquaterrari ;)

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