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  • Scheda Allevamento Malaclemys

    Scheda Allevamento Malaclemys
    Allegato 12521

    Malaclemys Terrapin (Diamondback Terrapin)
    (Terrapin dall’algonchino torope = Testuggine, più Diamondback = dorso di diamante)

    Classificazione
    Regno: Animalia
    Phylum: Chordata
    Subphylum: Vertebrata
    Infraphylum: Gnathostomata
    Classe: Sauropsidia (Reptilia)
    Sottoclasse: Anapsida
    Ordine: Testudines
    Sottordine: Cryptodira
    Superfamiglia: Testudinoidea
    Famiglia: Emydidae
    Genere: Malaclemys
    Specie: Terrapin
    Sottospecie:
    • Malaclemys terrapin terrapin
    • Malaclemys terrapin centrata
    • Malaclemys terrapin littoralis
    • Malaclemys terrapin tequesta
    • Malaclemys terrapin macrospilota
    • Malaclemys terrapin pileata
    • Malaclemys terrapin rhizophorarum


    Habitat Naturale ed Origini
    L’origine di questa specie è incerta, ma la maggior parte degli esperti, crede che si sia evoluta dalle Graptemys o comunque da un antenato comune anche a quest’ultima specie.
    La Malaclemys Terrapin vive in prevalenza in acque salate e si può considerare una tartaruga semi-acquatica in natura. Essa spazia lungo le coste orientali e meridionali dell’America settentrionale, compresi canali salmastri, lagune, piane di marea, paludi ed estuari; tutte zone con salinità molto prossima a quella marina. Particolarmente sono favorevoli le paludi di canneti poiché in questi luoghi, possono vivere con acqua di mare in vicinanza e possono abbeverarsi con l’acqua della palude; infatti, a differenza delle tartarughe marine, anche se vive in acque salate, la M.T. si abbevera solo con acqua non salata.


    La Malaclemys è così diffusa:
    • La Sottospecie terrapin terrapin (chiamata anche Northern Diamondback. T.) si può individuare nella zona compresa fra Cape Cod e Cape Hatteras nel North Carolina.
    • La Sottospecie terrapin centrata (chiamata anche Carolina D. T.) si può individuare nella zona compresa fra Cape Hatteras nel North Carolina e la Florida settentrionale.
    • La Sottospecie terrapin littoralis (chiamata anche Texas D. T.) si può individuare nella zona compresa fra la Louisiana centrale e Corpus Christi in Texas.
    • La Sottospecie terrapin tequesta (chiamata anche East Coast Florida D. T.) si può individuare su tutta la costa Atlantica della Florida.
    • La Sottospecie terrapin macrospilota (chiamata anche Ornate D. T.) si può individuare nella striscia di terra compresa fra la parte settentrionale del Largo Keys e la Florida.
    • La Sottospecie terrapin pileata (chiamata anche Mississippi D. T.) si può individuare fra la zona estrema occidentale della Florida e la Louisiana centrale.
    • La Sottospecie terrapin rhizophorarum (chiamata anche Mangrove D. T.) si può individuare sulle isole di Florida (Largo) Keys.


    Per quanto riguarda il letargo, tutte le sottospecie (tranne la rhizophorarum) effettuano periodi di letargo in natura. Le sottospecie delle zone settentrionali effettuano letarghi, ovviamente, più lunghi.

    • Le M.T.C. hanno il carapace liscio e molto regolare con variazioni di colore dal marrone al bianco con anelli di colore nero, mentre il piastrone varia da arancio a bianco con, a volte, presenza di macchioline nere. La pelle varia dal grigio al bianco con presenza di piccole macchie nere o grosse strisce nere. Normalmente non hanno mai la mascella superiore nera.
    Come la M.T.Terrapin anche la M.T.C. ha una gamma ampia di variazioni di colore.
    • Le M.T.L. hanno il carapace leggermente scanalato con variazioni di colore dal marrone chiaro al marrone scuro, alcuni esemplari presentano anche anelli concentrici marcati ma non troppo pronunciati come nelle macrospilota; il piastrone varia da giallo ad arancio. La testa è normalmente bianca con riflessi oro, verdi oppure blu, hanno macchioline che variano da nero a grigio e presentano spesso una sorta di diamante giallo/oro sulla loro testa.
    Le femmine di questa sottospecie sviluppano la testa più grande di qualsiasi altra sottospecie.
    • Le M.T.Tequesta hanno il carapace profondamente scolpito con variazioni di colore nero e a volte marrone scuro, stesse variazioni presenti anche nel piastrone. La pelle sulla testa varia dal grigio al bianco con grandi linee e macchie nere o grigio scuro e presentano spesso una sorta di diamante nero sulla loro testa.
    La mascella superiore, in questa sottospecie, è sempre nera e, in più, è presente anche un baffo.
    • Le M.T.M. hanno il carapace profondamente scolpito con variazioni di colore dal grigio scuro al nero, ma negli scuti centrali e marginali la colorazione varia dall’arancio al giallo. Il piastrone può variare da ‘nero con piccole macchie giallastre’ a ‘completamente arancione’. La loro testa è normalmente lucida con riflessi rosa, gialli o viola, anche se si sono trovati esemplari senza alcun riflesso. Gli arti variano da biancastro a viola con piccolissime macchie.
    Le femmine di questa sottospecie, man mano che invecchiano, tendono a sviluppare sempre più la testa; infatti, la M.T.M. ha la testa più grande fra le sottospecie della costa orientale.
    • Le M.T.P. hanno il carapace profondamente scanalato e, sia il carapace sia il piastrone, hanno variazioni di colore dal grigio scuro al nero. La testa è grigiastra con grosse macchie nere e, in più, presentano spesso una sorta di diamante nero sulla loro testa.
    La mascella superiore, in questa sottospecie, è sempre nera e, in più, è presente anche un baffo.
    Gli arti sono completamente neri.
    Questa è la sottospecie più scura fra tutte le sottospecie.
    • Le M.T.R. hanno il carapace leggermente scanalato con variazioni di colore dal marrone scuro al nero ed ogni scuto presenta una leggera colorazione giallastra al centro. La testa varia da biancastro a viola/grigio e presenta grosse macchie e striature. Gli arti sono grigi con macchie e striature nere. Questa é la sottospecie più rara infatti, è difficile da vedere.

    Le differenti colorazioni anche nella stessa sottospecie deriva molto dal fatto che, dopo la Prima Guerra Mondiale, la richiesta di zuppa di Malaclemys scese drasticamente e quindi, moltissimi esemplari d’allevamento, furono liberati lungo la costa orientale americana compromettendo la purezza delle specie indigene.

    Caratteristiche comportamentali

    In natura, le Malaclemys sono molto caute e quindi è difficile osservarle perché subito scappano in acqua, se si sentono affrontate. E’ possibile però, osservarle mentre fanno basking o mentre camminano fra le distese fangose.
    Si nutrono anche delle carogne che vengono trasportate nei corsi d’acqua in cui vivono e, soprattutto le femmine, con la loro mascella più grande e robusta, riescono anche a spaccare molluschi e crostacei.
    In cattività, le Malaclemys imparano in fretta le abitudini e riescono cosi, a memorizzare le persone che le cibano e gli orari dei pasti. Se il loro habitat non è piccolo, sono animali molto socievoli, in più, amano crogiolarsi insieme, spesso una sopra l’altra.
    Se si trovano in acque dove la salinità è troppo elevata, le Malaclemys, attraverso le loro ghiandole lacrimali, riescono a secernere il sale regolando così il livello di salinità.

    Dimorfismo sessuale
    In questa specie è più difficile riconoscere il sesso rispetto alle altre specie del Nord America. Queste soprattutto perché i maschi non hanno le unghie lunghe come molte altre specie.
    Devono aver raggiunto almeno i 10-12 cm per riuscire a determinare il sesso. Prima dei 10 cm c’è bisogno di guardare la coda per cercare di capire il sesso; infatti, i maschi (a sinistra nella foto) hanno la coda molto più lunga e ampia rispetto alle femmine (a destra nella foto) ed hanno l’apertura, di norma, 1 cm dalla fine del carapace. Quando la coda dei maschi è pienamente sviluppata, risulterà essere tre volte la coda delle femmine.
    Una volta raggiunti i 12 cm è facile distinguere i due sessi. Le femmine tendono a sviluppare il carapace a forma di cupola mentre il carapace dei maschi rimane più basso e piatto. In più, le femmine sviluppano una testa più grande e ampia dei maschi man mano che crescono.
    Le femmine poi, raggiungono una lunghezza massima di almeno 7-8 cm superiore a quella dei maschi. Infatti, le femmine possono raggiungere i 20-22 cm di lunghezza (la femmina più lunga mai trovata misurava 23 cm) mentre i maschi non superanno i 13-14 cm.
    Questa disparità si estende anche per la maturità sessuale infatti, i maschi la raggiungono intorno ai 3 anni (in cattività 5 anni) mentre le femmine non prima dei 6 anni. In più, le femmine se non han raggiunto almeno i 16 cm non portano avanti la gravidanza.


    Se impostiamo la temperatura dell’incubatrice tra i 27.2°C e i 29°C (81°F - 84°F) dovremmo avere per lo più cuccioli femmina. Maggiore è la temperatura, più è alta la possibilità di avere femmina ma è anche più alta la possibilità di avere cuccioli con scuti deformi. Se impostiamo la temperatura dell’incubatrice tra i 25°C e i 27°C (77°F - 79°F) dovremmo avere per lo più cuccioli maschi.
    La temperatura ideale per avere un mix di sessi dei cuccioli è circa 27°C (80°F).

    Allevamento in cattività
    Le malaclemys possono essere allevate sia all’esterno sia all’interno, ma si predilige l’allevamento all’esterno solo per gli esemplari adulti.
    Come abbiamo già detto in precedenza, è una specie che vive in acque salmastre e quindi c’è da fare molta attenzione nell’allestimento delle vasche per questa specie.
    L’allestimento ideale per questa specie è la struttura formata da due vasche unite da una zona emersa:
    le due vasche devono essere riempite una con solo acqua dolce mentre l’altra con acqua salmastra (5-6 grammi di sale per litro), queste due vasche saranno unite tra loro da una zona emersa in comune che deve essere riempita di sabbia con una profondità di almeno 15 cm anche per favorire la deposizione.
    Essendo un’abile nuotatrice, il livello dell’acqua può essere anche molto elevato ma importante è la presenza di appigli sommersi e non, per favorire il riposo temporaneo.
    Allegato 12535
    (Purtroppo non ho trovato foto migliori. La corteccia serve sia come area basking che come passaggio nell'altra vasca! Si nota sulla dx il passaggio per l'altra vasca)
    Come la maggior parte delle tartarughe, hanno bisogno di raggi UVA e UVB per assorbire il calcio. Senza un’adeguata illuminazione possono sviluppare carenze di calcio che provocano crescite irregolari dei gusci che possono portare anche alla morte dell’esemplare.
    Quindi la zona emersa deve essere dotata di una lampada ad emissione di raggi UV-B (accesa dalle 8 alle 10 ore) e di una lampada spot (accesa dalle 12 alle 15 ore) capace di creare una temperatura compresa tra i 30°C ed i 32°C (tra gli 86°F e gli 89.6°F) sulla zona emersa, in modo da far asciugare i loro gusci.
    Molto importante è assicurarsi che ci sia una distanza di sicurezza adeguata tra le lampade e l’area emersa, in modo da evitare possibili scottature.
    Mentre la temperatura dell’acqua deve essere impostato sui 24°C - 27°C (75°F – 80.6°F) per gli esemplari adulti e sui 25.5°C – 27°C (78°F – 80.6°F) per gli esemplari giovani (come nelle foto).
    Se l’allevamento viene fatto all’esterno, nei mesi invernali, potrebbe capitare di vedere le Malaclemys scavare nel fango per fare letargo (per maggiori info leggere più in basso "Letargo").
    Allevare questa specie senza sale e le opportune attenzioni può provocare malattie della pelle.

    Alimentazione
    Le Malaclemys sono mangiatrici voraci prevalentemente carnivore.
    Come detto in precedenza, in natura, si nutrono di carogne trasportate nei corsi d’acqua in cui vivono, di molluschi, di crostacei, lumache e pesci che riescono a catturare. Le piante, se sono mangiate, è per pura casualità.
    In cattività si possono alimentare con pesce fresco o decongelato preferibilmente di acqua dolce perché, anche se vivono in acque salmastre, i pesci d’acqua dolce sono molto più adatti e bilanciati.
    Si possono aggiungere all’alimentazione: pellets, lumache, molluschi, lombrichi e crostacei (evitare i gamberi d’acqua dolce che trasportano i batteri dannosi per il loro guscio).
    Avendo bisogno di molta vitamina A, si consiglia di integrare, con parsimonia, l’alimentazione con carne bianca o rossa (soprattutto fegato) e con verdure come il radicchio e le carote.
    Esemplari selvatici di cattura possono non accettare i cibi pronti e quindi si consiglia di mettere prede vive nella vasca come i pesci rossi oppure di somministrare pesci come latterini e sperlani.

    Letargo
    (Si consiglia di evitare il letargo per esemplari sotto l’anno di vita)
    Per le Malaclemys non c'è bisogno di letargo se sono tenute come animali domestici ma, se sono di allevamento, hanno bisogno di letargo.
    Il letargo è una parte molto importante del ciclo annuale delle Malaclemys.
    Soprattutto per le femmine il letargo è molto importante, non solo perché senza di esso spesso sono soggette a sovrappeso, ma soprattutto perché, se fatto in maniera corretta, le femmine avranno tassi di fertilità maggiori e questo beneficerà anche la produzione di uova che sarà maggiore o comunque ci saranno più uova per ogni frizione di deposizione.
    Anche per i maschi il letargo è importante, esso fa in modo che la produzione di spermatozoi sia maggiore e che essi siano più inclini all’accoppiamento dopo l’uscita dal letargo.
    Se volete fare letargo controllato tipo in un garage, potete seguire questi passi:
    Da metà ottobre ridurre l’alimentazione da tutti i giorni a tre volte a settimana, ridurre le ore di illuminazione da 13 a 7 al giorno sostituendo anche la lampada spot con una di wattaggio minore. Da inizio novembre ridurre ancora l’alimentazione ad una volta a settimana per poi eliminarla da metà novembre.
    Se ne avete la possibilità, eliminate l’accesso alla zona emersa.
    Il letargo non è immediato, ci vuole del tempo. Le Malaclemys diventeranno meno attive nel giro di un paio di settimane. Dipende molto dalla temperatura dell’acqua, possono impiegarci anche più di un mese per andare in letargo. Si consiglia quindi, di mantenere le temperature sotto i 13°C (55.4°F).
    Verso l’inizio di aprile, le temperature interne dei garage inizieranno a salire (sempre se non avete finestre per la circolazione dell’aria continuamente aperte). Possiamo così, rimontare la rampa alla zona emersa e far ritornare le luci per 13 ore al giorno. Escono dal letargo molto più velocemente di quando ci entrano.
    Infatti entro poche settimane ritorneranno a mangiare a ritmo regolare ogni giorno.

    Legislazione e Status Giuridico
    In passato, soprattutto in America, la M.T. è stata bersaglio di campagne di sterminio sistematico attraverso l’inserimento di trappole con granchi (che portavano all’annegamento), e addirittura attraverso la costruzione di strade sulle paludi in cui le femmine andavano a deporre le uova. Ancora oggi comunque, ci sono continuamente morti sulle strade costruite nel loro habitat o nelle trappole mai rimosse.
    Nonostante ciò, e grazie anche all’intervento del “Dipartimento per la Conservazione” dell’Alabama, oggi è fuori rischio estinzione (il picco minimo si è raggiunto nel 2004) e quindi è in libera vendita, senza aver bisogno di documentazione CITES.
    (Comunque nei paesi di origine il commercio deve sottostare a leggi molto severe)
    Allegato 12533



    Scheda a cura di novenoved
    Si ringrazia alexzar per la collaborazione

    Galleria Fotografica Malaclemys


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