• Scheda Allevamento Pelomedusa

    Scheda Allevamento Pelomedusa
    Allegato 12233

    Pelomedusa
    (dal greco pēlós = fango, più il nome della mitica Medusa)

    Classificazione
    Regno: Animalia
    Phylum: Chordata
    Subphylum: Vertebrata
    Infraphylum: Gnathostomata
    Classe: Sauropsidia (Reptilia)
    Sottoclasse: Anapsida
    Ordine: Testudines
    Sottordine: Pleurodira
    Superfamiglia: Pelomedusoidea
    Famiglia: Pelomedusidae
    Genere: Pelomedusa
    Specie: Subrufa
    Sottospecie:
    - Pelomedusa subrufa subrufa (Tartaruga elmetto Africana)
    - Pelomedusa subrufa nigra (Tartaruga elmetto Nord-Africana)
    - Pelomedusa subrufa olivacea (Tartaruga dall’elmetto nero)

    Habitat Naturale ed Origini
    La Pelomedusa vive in luoghi in cui ci sono scarse precipitazioni nei mesi invernali, che rendono gli inverni molto secchi, e forti precipitazioni nei mesi estivi, che rendono questi mesi molto umidi.
    Ama occupare piccole paludi temporanee, insenature, buchi in cui si stagna la pioggia in aperta campagna Africana, in genere a sud del Deserto del Sahara.
    Vivendo in zone molto calde (temperature medie oltre i 30°C/86°F) molto spesso questi bacini si prosciugano nei mesi secchi ed è costretta ad estivare, rallentando le proprie attività, affondando nel fango o riparandosi sotto le foglie. E’ raro trovarla in zone montuose, anche se è stata riscontrata la presenza di alcuni esemplari in montagne oltre i 3000 metri slm.
    Si ritrovano così, a vivere anche per qualche mese fuori dall’acqua in attesa dell’arrivo della “Stagione delle piogge”; anche per questo è reputata una specie semi-acquatica.


    La Pelomedusa è diffusa in tutta l’Africa:
    - Nella zona del Ghana e in tutti gli stati dell’Africa centrale è presente la Sottospecie subrufa subrufa (si sono riscontrati piccoli insediamenti anche nel Madagascar).
    - Nella zona meridionale, principalmente nel Sud-Africa, è presente la Sottospecie subrufa nigra.
    - Nella zona centro-settentrionale, dalla Costa d’Avorio al Sudan, è presente la Sottospecie subrufa olivacea (si sono riscontrati piccoli insediamenti anche nello Yemen).

    Allegato 12235
    (In verde le zone dove è presente la Pelomedusa, in rosso i centri in cui vengono registrati i luoghi di tutti gli avvistamenti)

    Essendo distribuita in zone prevalentemente interessate da alte temperature non fa letargo, ma può cadere nel cosiddetto letargo estivo (estivazione) sepolta nell’argilla.

    Caratteristiche Fisiche
    La Pelomedusa (a sinistra) viene spesso confusa con la Pelusios (a destra); quest’ultima presenta in tutte le Specie una cerniera ben sviluppata sul piastrone , mentre nelle Pelomeduse è assente.
    La Pelomedusa può raggiungere facilmente i 20-25 cm di lunghezza e, in alcuni casi documentati, arrivare anche oltre i 30 cm di lunghezza (il primo “avvistamento” fu registrato da Loveridge nel 1941 in Sud-Africa e l’esemplare misurava 32,5 cm).
    Le colorazioni variano a secondo della Sottospecie:
    - Il carapace (appiattito e ovale) e la testa possono variare dal beige al marrone o al verde oliva.
    - Il piastrone dal giallo al crema o al giallo scuro.
    - Il collo gli arti e la coda dal grigio al marrone o all’oliva dorsalmente mentre dal giallo al bianco ventralmente
    Il primo scuto vertebrale è il più lungo e il più ampio dei cinque vertebrali. Il piastrone è anteriormente più ampio mentre si restringe posteriormente dove è profondamente dentellato.
    Si nota il collo molto lungo e sottile presente in questa Specie, che è capace di piegarlo ritraendolo solo parzialmente a forma di “S”. Preferisce molto la terra ferma anche per la sua forma poco idrodinamica del carapace che non le permette di muoversi con agilità in acque profonde (non è un’abile nuotatrice).
    Il piastrone presenta differenze tra le varie Sottospecie negli scuti pettorali:
    - La Pelomedusa subrufa subrufa ha i due scuti pettorali che si toccano fra loro.
    - La Pelomedusa subrufa olivacea ha i due scuti pettorali molto separati.
    - La Pelomedusa subrufa nigra ha i due scuti pettorali uniti ma con colorazioni più scure della subrufa subrufa.
    Caratteristiche comportamentali
    Come già detto in precedenza, la Pelomedusa è considerata una tartaruga semi-acquatica. Infatti è molto attiva durante la “Stagione delle piogge”, in cui effettua anche ampi spostamenti per cercare pozzanghere o stagni adatti alle proprie esigenze; mentre durante i mesi secchi si rifugia in zone argillose ed estiva per due/tre mesi in attesa di riprendere il cammino per la ricerca di acquitrini durante i mesi umidi. Durante i periodi umidi è molto difficile vederla fare basking.
    Spesso la Pelomedusa si comporta da spazzino (pulizia di parassiti ) della pelle dei rinoceronti e degli ippopotami.
    E’ una mangiatrice vorace e di solito attacca la preda in gruppo; in alcuni casi riesce a catturare, per poi far affogare e mangiare, uccelli che si fermano in sua prossimità a bere.

    Dimorfismo sessuale
    Maschi e femmine sono facilmente distinguibili l’uno dall’altro in base alla forma del piastrone e della coda ed anche in giovane età sono facilmente sessabili.
    I maschi (a destra nella foto) di Pelomedusa hanno piastrone concavo e scuti addominali più rientranti, la coda lunga e sottile che si estende ben oltre l’incavo anale e il carapace mentre la cloaca è spostata rispetto al bordo posteriore del piastrone.
    Le femmine (a sinistra nella foto) di Pelomedusa hanno piastrone piatto e la coda piuttosto breve che non si estende molto oltre l’incavo anale e il carapace.
    A differenza di altre Specie, le Pelomedusa raggiungono dimensioni simili indipendentemente dal sesso (ci sono comunque alcuni allevatori che affermano la maggior crescita dei maschi rispetto alle femmine e di un più veloce raggiungimento dell’età riproduttiva). C’è però da aggiungere, che i maschi tendono a sviluppare teste più ampie delle femmine.

    Riproduzione
    Il corteggiamento e l’accoppiamento si verificano in primavera. Il maschio insegue la femmina con la testa estesa e cerca di toccarle le parti posteriori e il ventre. Se la femmina è restia, il maschio scatta con la coda e con le zampe per montare sul suo carapace da dietro e con tutte e quattro le zampe cerca di bloccarla. La testa e il collo sono estesi ed oscillano davanti alla testa della femmina mentre espelle un flusso di acqua dalle narici. Alla fine il coito è raggiunto.
    La nidificazione avviene dopo circa un mese quindi tra fine primavera ed inizio estate. La femmina di Pelomedusa scava buche di circa 10-15 cm di profondità in cui deporre le uova.
    Il numero delle uova varia a secondo dell’età e delle dimensioni della femmina e può variare da 10 a 20.
    Le uova, di forma allungata, sono di colore bianco/grigio e sono coperte da una sorta di muco bianco. Misurano circa 28-30mm x 15-18mm e pesano circa 4-7 grammi. Le uova fertili sviluppano una macchia bianca nella parte superiore e si schiudono in circa 65-85 giorni (a seconda della temperatura).
    Se la riproduzione viene fatta in cattività, le uova dovranno essere incubate al 95% di umidità con una temperatura dai 26°C ai 28°C (dagli 78.8°F agli 82.4°F) in una miscela 1:2 di sabbia e torba. L’incubatrice deve essere aperta tutti i giorni per prendere la lettura della temperatura e dell’umidità; meglio usare strumenti digitali che sono più veloci e affidabili. Usare anche un termometro (per acquari) per misurare la temperatura del substrato.
    I piccoli nati di Pelomedusa pesano appena 3-4 grammi e sono di colore nero uniforme, con occhi verdi e mento color crema.
    Allevamento in cattività
    Per allevare la Pelomedusa in cattività si deve obbligatoriamente allestire un terracquario perché non possono vivere in laghetto tutto l’anno (solo nei mesi caldi possono farlo) a causa delle alte temperature presenti nella loro zona di origine che qui non sono presenti.
    La profondità dell’acqua non deve essere superiore a 1,5 volte la lunghezza del carapace, così da permettere alla Pelomedusa di uscire facilmente in superficie anche tenendo le zampe posteriori poggiate sul fondo, evitando possibili annegamenti.
    La temperatura dell’acqua deve essere impostata sui 26°C-28°C (78.8°F-82.4°F) ed è meglio non far scenderla sotto i 24°C (75.2°F) perché la Pelomedusa rallenterebbe il suo metabolismo e per questa Specie può essere fatale ciò, visto che è abituata a temperature superiori. E’ anche opportuno non alzare molto la temperatura, altrimenti la Pelomedusa verrebbe indotta all’estivazione.
    Nell’acquaterrario deve essere presente anche una zona emersa formata da una miscela 2:1 di torba e sabbia, con una profondità notevole se si vuole favorire la deposizione delle uova.
    La zona emersa deve essere dotata di una lampada ad emissione di raggi UV-B fondamentale (accesa dalle 8 alle 10 ore) e di una lampada spot capace di creare una temperatura compresa tra i 32°C ed i 35°C (tra gli 89.6°F e i 95°F) sulla zona emersa.
    Sarà comunque, molto difficile catturare una Pelomedusa mentre fa basking essendo un esemplare molto timido; si possono creare anche nascondigli nell’acquaterrario per farla stare più a suo agio.
    Nel terracquario si possono mettere anche sabbia corallina sul fondo, tronchi e appigli.
    Per le nuove nate, la profondità dell’acqua non deve superare i 3 cm e, per favorire il loro riposo, si può inserire muschio leggero e permeabile. L’altezza dell’acqua verrà aumentata man mano che gli esemplari cresceranno, facendo sempre in modo che possano facilmente estendere la propria testa sopra la superficie dell’acqua.
    E’ consigliato mantenere una proporzione 1:2 rispettivamente tra maschi e femmine in una vasca.

    Alimentazione
    (Nota: La Pelomedusa non può mangiare fuori dall’acqua)
    Essendo le Pelomeduse carnivore, preferiscono cibi che potrebbero sembrare riluttanti, come grilli, cavallette ed altri insetti, lombrichi, crostacei, lumache, pesci d’acqua dolce, anfibi, piccoli rettili e mammiferi (soprattutto i topi). Amano molto le prede vive, ma si suggerisce questo tipo di alimentazione solo raggiunta una certa grandezza. La Pelomedusa afferra la preda in bocca e poi usa le unghie delle zampe anteriori per strapparla in brandelli. Esse si nutrono anche di carogne e, come detto in “Caratteristiche comportamentali”, spesso assumono il ruolo di addetti alla pulizia degli ectoparassiti dalle pelli dei rinoceronti e degli ippopotami che entrano nelle pozze d’acqua dove loro sono presenti.
    In cattività, non bisogna mai far mancare il giusto apporto nutritivo di proteine per cui è necessario far fare una dieta varia ed equilibrata, aggiungendo anche verdure nella loro dieta.
    I tempi di digestione si allungano con l’aumentare dell’età quindi, finché le Pelomeduse sono giovani, si possono alimentare facendo fare 1 o 2 giorni di digiuno alla settimana, mentre quando diventano adulte si possono alimentare anche ogni 3 giorni.
    Per apportare il giusto quantitativo di vitamine e calcio, è importante dare il cibo intero (nel caso dei pesci senza togliere interiora) ed inserire nell’acquaterrario un osso di seppia che deve rimanere sempre a disposizione. In sostituzione di ciò, si possono somministrare anche cibi ricchi di calcio come le chiocciole, molluschi e piccoli invertebrati.
    Si può somministrare carne sia bianca che rossa ma con una certa parsimonia.
    Molti allevatori, che per avere una dieta varia senza dover cambiare cibo ogni giorno, preparano delle gelatine da conservare nel freezer. Qui sotto è riportato un esempio di come procedere alla preparazione di una gelatina.
    Ingredienti:
    - 12 pacchetti di Gelatina
    - Mezzo Litro di Acqua calda
    - 1 cucchiaio di Vitamine con Beta-Carotene
    - 1 cucchiaio di Calcio e Vitamina D3
    - 80 gr di Scarola
    - 20 gr di Lattuga rossa
    - 2 Pomodori
    - 6 Fragole
    - 1 Banana
    - 1 Mela
    - ½ Mango
    - 8 Carote piccole
    - 30 gr di Tarassaco
    - 30 gr di Foglie di vite
    - 130 gr di Gamberi crudi
    - 80 gr di Trota
    - 1 Uovo
    Preparazione:
    Mettere in un tegamino l’acqua calda, versare lentamente i pacchetti di gelatina e aspettare per 20 minuti.
    Frullare la frutta e la verdura finché non sia tutto ben miscelato. Successivamente frullare l’uovo con la trota e i gamberi e, quando si sarà ben miscelato aggiungerlo alla frutta e alla verdura precedentemente frullata. Mettere le due pentole (quella con la gelatina e quella col miscuglio) sul fuoco fino a quando la temperatura sarà sui 40°C (104°F). Una volta spento il fuoco, aggiungere le vitamine e il calcio (insieme con il miscuglio) nella pentola della gelatina. Quando tutto si sarà miscelato per bene, dividiamo il miscuglio finale in vari piccoli contenitori; facciamo raffreddare il tutto per poi inserire i contenitori nel freezer. Si produrrà così circa 1,5 Kg di prodotto.

    Legislazione e Status Giuridico
    Essendo una specie non a rischio estinzione, non è inserita nel libro rosso dell’I.U.C.N. (International Union for Conservation of Nature). Sono così in libera vendita, senza aver bisogno di documentazione CITES, tutti gli esemplari non provenienti dal Ghana, dove sono inseriti nell’Appendice III del Cites.


    Scheda a cura di novenoved

    Galleria fotografica Pelomedusa
    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di princhipi
      princhipi -
      Bellissima scheda, complimenti e grazie per queste importanti informazioni.
    1. L'avatar di Petra e Paul
      Petra e Paul -
      ...grazie!!!

      Utilissime informazioni!



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