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03/12/2015
fulvio cerutti




Le loro madri vengono costrette a partorire almeno quattro volte l’anno. Sono le fattrici che, come una catena di produzione, mettono al mondo cuccioli di razza che vanno ad alimentare un traffico internazionale i cui numeri stanno diventando sempre più impressionanti: nel 2013 e 2014 in Italia sono stati sequestrati 2630 cuccioli di cani in 10 operazioni condotte dalle forze dell’ordine, principalmente Guardia di Finanza e Corpo Forestale. Cuccioli che se fossero arrivati a destinazione, avrebbero fruttato circa 1,8 milioni di euro. E questi sono solo quelli che sono stati intercettati.

Un business clamoroso che vede le basi principali nei Paesi dell’Est. Ed è proprio questo mercato, quei Paesi che le autrici del libro “La fabbrica dei cuccioli” (ed. Sonda) hanno indagato dando un quadro dettagliato di un fenomeno malavitoso sempre più attivo.

Ilaria Innocenti, Responsabile LAV Settore Cani e Gatti, e la giornalista Macri Puricelli raccontano come questi cuccioli vengono strappati alle loro madri quando hanno solo 30-40 giorni di vita, prima che possano crearsi sistemi immunitari propri e che vengano fatte loro le corrette profilassi. Lì inizia il loro incubo: caricati in scatole, gabbie, borsoni, finti doppifondi, bagagliai, viaggiano anche per 48 ore senza ricevere acqua o cibo. Spesso vengono drogati perché non si facciano sentire ai controlli. I trafficanti si preoccupano solo che non muoiano, perché per loro sarebbe un mancato guadagno. Una volta acquistati, i nuovi proprietari si trovano spesso poi a dover convivere con animali non sani, sofferenti e deboli.

E il ruolo dei compratori è il lato meno oscuro, ma che passa troppo spesso in second’ordine. Se non ci fossero persone disposte a pagare per un cane, questo traffico internazionale non verrebbe alimentato. “L’amore non si compra” c’è scritto sulla copertina del libro, e chi decide di aprire le proprie porte a un quattrozampe se lo dimentica. Il libro esce in questi giorni anche per sottolineare che un cane non è un regalo da fare a Natale, non è un giocattolo, ma è un componente della famiglia da scegliere al di là della razza. Ci sono migliaia di quattrozampe nei rifugi italiani che trascorrono la loro vita dentro una gabbia senza mai conoscere l’amore di una famiglia. Molte persone cercano i cuccioli e questo i trafficanti lo sanno. Eppure, al di là di questo business illegale, prendere un cane adulto significa avere molte più certezze rispetto a un cucciolo: l’animale adulto ha già un carattere formato, che gli operatori dei canili conoscono bene e che sanno consigliare alle famiglie adatte. Leggere questo libro è uno strumento utile per non poter dire “non lo sapevo”, adottare un cane in un canile è una scelta di vita di cui non ci si pente mai.

Titolo: La fabbrica dei cuccioli
Autori: Ilaria Innocenti e Macri Puricelli
Anno: 2015
Pagine: 93
Edizione: Sonda
Prezzo: 12,00 euro

twitter@fulviocerutti

Il libro verrà presentato in anteprima nazionale, mercoledì 9 dicembre 2015 dalle 15,30 alle 17,30 a Roma presso il Salone della SIOI - Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale - Piazza di San Marco 51 (Roma, zona Piazza Venezia).
Alla conferenza di presentazione, ospitata dal Presidente della SIOI Franco Frattini e introdotta dal Presidente LAV Gianluca Felicetti, interverranno le autrici del libro Ilaria Innocenti e Macri Puricelli, Licia Colò, conduttrice tv e autrice dell’introduzione al libro, e il direttore di Eurogroup for Animals (Bruxelles), Reineke Hameleers, che presenterà la campagna europea #ProtectOurPets, per ottenere una Legislazione UE a tutela di cani e gatti.


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