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Dott.ssa Valeria Roni
L'intervista
A cura della pagina Verso una Vera Ricerca Senza Animali
È con enorme piacere che vi presentiamo Valeria Roni, donna di gran coraggio.
Valeria è una biologa, un'ex-ricercatrice con una brillante carriera professionale ed una eccellente preparazione accademica.
In questa intervista vi faremo conoscere le motivazioni per cui lei ha messo in discussione la sperimentazione animale e ha deciso di cambiare percorso.
1-Domanda:
Cosa pensi della tua esperienza passata come ricercatrice sulla sperimentazione animale?
Premetto che bisogna mettere in evidenza il concetto che la vera scienza e, quindi coloro che fanno scienza, devono ora essere onesti e guardare la sperimentazione animale come un terribile errore e fallimento. Non c'è nulla di male ad ammettere di aver sbagliato. Il cambiamento, questo è quello che ho fatto io
"ho aperto gli occhi ed è stato durissimo ma ne valeva la pena"
far crollare il proprio mondo per costruirne uno migliore, lasciar andare i vecchi paradigmi che ci imprigionano e capire che gli animali non possono assolutamente essere oggetto di esperimenti.
Questa è l'unica vera rivoluzione scientifica che questo nuovo millennio sta aspettando.
Io ho vissuto questo cambiamento e questa trasformazione da assassina impenitente ad amante delle creature, e adesso preferirei essere ammazzata che fare un esperimento su uno di questi piccoli esseri che esprimono il soffio del divino quanto noi.
2- Domanda:
Perché non credi nei vecchi paradigmi scientifici?
Perché lo studio della vita non può dipendere da tecniche truculente e bestiali, quali la tortura e l'induzione di malattie o mutazioni a degli esseri viventi.
Gli antichi filosofi avevano come principale prerogativa il rispetto.
Noi dobbiamo recuperare la saggezza antica e vera; la purezza della ricerca della conoscenza per il BENE e non per il profitto.
Adesso i ricercatori entrano nei laboratori dove il sangue si sparge quotidianamente
dove si parla di sacrificio di esseri viventi, senzienti come semplice materiale di studio.
"si è persa la consapevolezza del gesto, la drammaticità e l'empatia".
3-Domanda:
Che cosa significa quindi l'abolizione della sperimentazione animale o vivisezione?
Significa ritrovare la nostra vera essenza di esseri umani.
Recuperare la vera conoscenza e dare inizio ad una nuova era di guarigione, perché la ricerca si concentrerà su nuove tecnologie più avanzate e la vita stessa svelerà i suoi segreti a coloro che la rispetteranno.
Cercheremo di comprendere perchè le malattie di questo secolo quali cancro e sindromi degenerative stanno aumentando malgrado gli investimenti folli per la ricerca biomedica. Questa sola circostanza dovrebbe farci riflettere perchè il baratro causato dalla sperimentazione animale è già troppo vasto io lo visualizzo come un vortice nero fortissimo che sta trascinando giù verso il basso tutta l'umanità.
"macchine di morte e dolore siamo diventati"
"Dobbiamo risvegliarci subito "
4- Domanda:
Cosa significa quindi che eliminando la vivisezione o sperimentazione animale faremmo veri progressi scientifici anche sulla ricerca biomedica?
Il progresso sarà immediato ed enorme;
gli investimenti in topi transgenici o knockout, modelli animali totalmente inutili e costosissimi, verranno sostituiti da studi con macchinari innovativi che possono davvero portare ad una risoluzione circa la cura delle principali malattie che ci affliggono.
"Tutto si sta preparando per questa rivoluzione ed anche il fatto che molte persone cerchino delle risposte al di fuori della scienza ufficiale è perchè si sono accorti che la ricerca non sta più curando ma è semplicemente diventato un 'business'."
5-Quindi cosa si sente di dire ai veri malati che ancora aspettano una cura?
Certo bisogna stare attenti alla contraffazione anche nella scienza senza animali l'attenzione deve rimanere alta ed i progetti valutati con profonda conoscenza ed esperienza senza improvvisazioni.
Ai malati mi sento di dire che vi sono enormi margini di sviluppo di cure se la scienza ufficiale smettesse di cercare in modelli inutili quali gli animali dove non c'è traslazione, ma cercasse di aprirsi a tutte le conoscenze alternative che ci sono sul pianeta perchè questa globalizzazione dell'informazione possa essere un vantaggio per l'umanità.
La medicina antica cinese, indiana, aborigena e sudamericana sono una fonte di informazioni infinite.
Devo però riscontrare che molte malattie del nostro tempo sono il frutto del nostro stile di vita e quindi come principale obiettivo bisognerebbe fornire agli esseri umani le informazioni necessarie per ammalarsi il meno possibile e non per curare delle malattie.
Creiamo una società sana e questa potrà esistere solo nel rispetto di tutta la creazione animale, minerale e vegetale.
"Tutto deve essere rispettato".
Grazie Valeria
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Titoli di studio
•Laurea in Scienze Biologiche Università di Padova
•DEA in Biologia dell'invecchiamento Università Parigi 7
•Dottorato di ricerca in Scienze Oncologiche
•Posizione Post-dottorato Fellowship della Comunità Europea, Università Tubingen, Germania




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