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” – Albert Einstein 1879-1955

La maggior parte delle persone ritiene di conoscere, seppure vagamente, il significato del termine vivisezione. La vivisezione è sinonimo di sperimentazione animale. Dice l’Enciclopedia Americana, alla voce vivisezione: “i termine si applica ad ogni tipo di sperimentazione sugli animali, sia che questi vengano sezionati o no.”
E’ una reltà dura, bruciante, che agghiaccia la mente con immagini di cani, scimmie, cavie, topi, ratti, gatti, maiali, conigli, ma anche cavalli, asini, capre, uccelli, rane, pesci ed ogni specie vivente di animali, i quali vengono mutilati, avvelenati, accecati, affamati, bruciati, ghiacciati, schiacciati, decerebrati, ustionati, infettati con malattie, assoggettati a stress, shock o privazioni.
Un aspetto inquietante della vivisezione è che gli pseudo-ricercatori, grazie all’inaffidabilità del modello animale, promuovono o condannano un determinato ritrovato in relazione alle attuali esigenze di mercato, non esitando a ribaltare o smentire i dati che in passato si erano acquisiti, secondo un establishment ben consolidato e redditizio: l’industria della salute.
La grande truffa della vivisezione si basa su un assioma semplicissimo: ogni specie è differente, per metabolismo e altri parametri fisiologici, di conseguenza nessun risultato conseguito sugli altri animali sarà mai estrapolabile all’uomo. Nessuna specie animale, compreso l’uomo, può costituire modello sperimentale per nessun’altra specie. ...

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