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comune, l'annuncio dell'assessore Marino: "Chiuderemo i canili comunali"

Il Campidoglio: "La struttura dell'ex Poverello, sulla via del Mare, non ha l'autorizzazione sanitaria". La replica dell'associazione Avcpp che si occupa del canile: "Siamo a norma"
di RORY CAPPELLI







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Il canile "Vitinia-ex Poverello", al chilometro 13.800 sulla via del Mare Ormai è guerra tra l’amministrazione comunale e l’associazione di volontari Avcpp (Associazione volontari canile Porta Portese), presieduta da Simona Novi, che si occupa dei canili comunali della Capitale. Dopo le promesse della campagna elettorale, come quella sulla riapertura dell’ufficio Diritti degli animali, smantellato dalla precedente amministrazione, niente è stato fatto. Anzi. I funzionari messi in quell’ufficio da Alemanno sono rimasti al loro posto, e il 21 maggio, in un'intervista al quotidiano "Il Tempo", l’assessore all’ambiente Estella Marino ha addirittura annunciato che i canili comunali Vitinia ex Poverello, Valle dei Cuccioli, Oasi felina Villa Flora chiuderanno. Per irregolarità. Ma le irregolarità di cui è accusato, per esempio, l’ex Poverello, sono state tutte smontate da Avcpp in una riunione che si è tenuta il 12 maggio alla commissione Patrimonio di Roma Capitale attraverso una serie di documenti. L’assessore Marino sostiene infatti che l’ex Poverello «non ha autorizzazione sanitaria e sorge su un terreno non comunale». I documenti però raccontano una storia diversa: «L’autorizzazione sanitaria» si riferirebbe al sistema fognario, che già oggi - spiega Simona Novi - è a norma grazie al sistema di vasconi in politilene installati nel canile. C’è anche stato il nullaosta dell’Ardis che consentirebbe l’installazione di un sistema ancora più moderno, con vasche di evapotraspirazione che potrebbero gestire le acque reflue e che avrebbe un costo di 30 mila euro».

Quando alla proprietà, secondo le visure catastali i 9/10 del terreno su cui è edificato il rifugio è area demaniale. Venne affidata all’ufficio Diritti degli animali con un provvedimento del tribunale nel 2006. Il restante terreno è di proprietà di un imprenditore disponibile a cederlo al comune. Anzi: stamattina, Avcpp, Dipartimento Patrimonio del Comune e proprietario della particella di terreno si sono incontrati alla commissione Patrimonio: l’imprenditore ha ancora una volta ribadito la sua disponibilità.

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Non solo. Questo è l’unico parco canile della città. E sorge in un terreno su cui in molti hanno messo gli occhi. Durante l’amministrazione Alemanno - quando si iniziarono le “procedure” per chiuderlo, nel 2012, che portarono all’occupazione del canile da parte dei volontari, occupazione che continua a tutt’oggi - c’era chi sosteneva che volesse entrarci la protezione civile. A tre chilometri da qui, poi, verrà costruito lo stadio della Roma e chissà che non sia già in ballo un progetto che riguarda proprio quest’area.

Ma le accuse non finiscono qui. Si sottolinea che i quadrupedi ospitati nel canile Muratella sono molti di più di quelli che prevede la capienza del canile stesso: l’assessore Estella Marino parla di 800 cani, cioè di più del doppio. Cosa c’è di vero in queste affermazioni? «Intanto i cani non sono 800, ma, ad oggi, 650» dice Simona Novi. «E poi la decisione della Asl di prevedere un cane per ogni gabbia noi la contestiamo da anni. Ci sono 400 gabbie di cui 200 doppie, per un totale di 600 cani e in più i cani sono animali socievoli che traggono benessere dal vivere in branco».

Altro capitolo oggetto di polemica sono i 335 mila euro che Avcpp percepisce per la gestione dei canili: detta così sembra un’enormità. «Ma intanto ci sono da pagare gli stipendi a 106 dipendenti» spiega Simona Novi. «La pianta organica venne decisa nel 2004 da Comune, Avcpp e organizzazioni sindacali che insieme individuarono questo numero come un numero sufficiente a coprire in maniera adeguata le attività che vengono svolte nei canili comunali». Dunque l’80 per cento di quei 335mila euro se ne va in stipendi. Il restante 20 per cento in cibo, «ma anche rispetto di tutte le regole della sicurezza».
Insomma, c’è un’accusa velata ma neanche tanto di fare business con il numero di cani, più sono e più si guadagna: «È esattamente il contrario: la nostra convenzione è infatti forfettaria e comprende tutti i servizi che offerti sia agli animali che ai cittadini. Questi servizi sono: l’accoglienza di 20 mila persone l’anno nel solo canile della Muratella, la gestione di 30 mila telefonate l’anno che significa 30 mila problemi diversi, il servizio di terapisti e rieducatori, anche perché spesso si tratta di cani fortemente traumatizzati non solo fisicamente ma anche psicologicamente per abusi, abbandoni eccetera, l’ufficio persi e ritrovati, e il servizio adozioni che nel 2013 ci ha permesso di far uscire dal canili più cani di quanti ne sono entrati: 1837 entrati e 1902 usciti tra adozioni e ricongiungimenti alle famiglie che li avevano smarriti».

Nonostante questo

clima pesante e la battaglia che l’Associazione porta avanti, Avcpp per domenica 25 maggio ha organizzato una festa per il suo ventennale di attività nell’area gioco cani di Villa Pamphilj (via Leone XIII, angolo via Aurelia) con tante soprese per gli animali che parteciperanno.

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