La conservazione di Lonesome George, a lungo considerata l’unica sopravvissuta delle tartarughe giganti delle Galápagos, potrebbe presto non essere più un'utopia.


Tra le specie che combattono contro l’estinzione, la tartaruga Lonesome George (“George il Solitario”) è forse la più famosa. A lungo è stata considerata l’unica sopravvissuta delle tartarughe giganti delle Galápagos (Geochelone abingdoni), ma secondo una ricerca pubblicata su Current Biology potrebbe non restare sola ancora per molto.
Lonesome George è l’ultimo esemplare (maschio) di una specie originaria di Pinta, una solitaria isola a nord delle Galápagos, visitata soltanto occasionalmente da pescatori e scienziati. Fu recuperato nel 1972 e immediatamente trasferito in cattività presso la Stazione di ricerca Charles Darwin (isola di Santa Cruz), dove venne unito a due femmine di una specie trovata nei dintorni dell’isola di Isabella. In 35 anni “George il Solitario” non è riuscito a generare prole e così, mentre continua la ricerca di una compagna, resta oggi la più rara creatura vivente, un’icona della lotta per la conservazione.
Nel nuovo lavoro, il team guidato da Michael Russello e Jeffrey Powell (Università della British Columbia - Okanagan, Canada), con il forte sostegno e la cooperazione del Parco nazionale delle Galápagos e della Stazione di ricerca Charles Darwin, ha studiato la storia evolutiva di un’altra tartaruga, la G. becki, che si trova sull’isola di Isabella e che era già nota per essere geneticamente mista. Lo studio ha analizzato la distribuzione della variazione genetica in due popolazioni di G. becki attraverso il genoma nucleare, e ha confrontato i risultati con un database genetico contenente tutte le 11 specie esistenti di tartarughe delle Galápagos, incluso George il Solitario.
L’analisi ha rivelato che sull’isola di Isabella esiste una tartaruga ibrida, nata dall’incrocio tra le tartarughe native dell’isola di Isabella e quelle di Pinta. Questo esemplare ha metà dei suoi geni in comune con Lonesome Gorge ma sfortunatamente è un maschio. Ma visto che sull’isola ci sono oltre 2.000 tartarughe della stessa specie i ricercatori sperano che un campione più approfondito possa far emergere una tartaruga di Pinta geneticamente pura, e femmina. George il Solitario potrebbe quindi trasformarsi presto da simbolo di rarità in modello di conservazione
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