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Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Stadio delle camole

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http://www.tartaportal.it/showthread.php?t=5489
  1. #1
    L'avatar di lucastra
    Fedele

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    Cool Stadio delle camole

    Che vuoi sappiate a che stadio di crescita della camola della farina è possibile darle come cibo alle tarte ?
    Io per ora le do allo stadio larvale (vermetto) ma stavo pensando se potevo farla mangiare anche allo stadio finale di coleottero...?
    Siccome tutte le larve che allevo oramai sono diventate coleotteri o crisalidi...nn ho più larvette da dare...e dovrò aspettara almeno due o tre settimane prima che facciano le uova si schiudano e i piccoli crescano...


  2. #2
    L'avatar di hayez1
    Dragone Parmense verdogno

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    Re: Stadio delle camole

    puoi darli a qualsiasi stadio.
    il migliore è lo stadio di crisalide che ha un equilibrato apporto nutrizionale.

  3. #3
    L'avatar di balarama
    बलराम या पाऔलो-जी

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    Question Re: ULTERIORI E IMPORTANTI INFORMAZIONI

    1) perchè non allegate le foto dei vari stadi?
    2) con cosa le nutrite le tarme della farina?
    Ultima modifica di balarama; 27-11-06 alle 20:43

  4. #4
    L'avatar di alby_yaris
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    Re: ULTERIORI E IMPORTANTI INFORMAZIONI

    Citazione Originariamente Scritto da balarama Visualizza Messaggio
    con cosa le nutrite le tarme della farina?
    dentro alla scatoletta c'è un po' di terra e "segatura"

    $°§°§°***(modellini auto in scala)***°§°§°$
    www.carsmodels.forumfree.net

    http://urbancruiser.forumfree.net/
    10/09/07
    www.yarisclubitalia.com



  5. #5
    L'avatar di hayez1
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    Re: Stadio delle camole

    questa è la scheda

    http://www.amiciinsoliti.it/index_maxi.html

    però io uso una ricetta mia per l alimentazione

  6. #6
    Gio95
    L'avatar di Gio95
    Guest

    Re: Stadio delle camole

    Ma Cosa Si Da Da Mangiare Alle Camole Della Farina

  7. #7
    L'avatar di hayez1
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    Re: Stadio delle camole

    Tenebrionidi

    A questa famiglia di coleotteri appartengono almeno quattro specie che vegono più o meno frequentemente allevate come cibo per "animali insoliti". Si tratta di fatto di specie infestanti, che nei loro paesi d'origine generano grossi danni intaccando le derrate alimentari, ovvero fungendo da vettori per svariate infezioni nella zootecnia.

    L'esponenete più noto, il Tenebrio molitor, è anche detto "larva della farina" ed è il più diffuso e bistrattato animaletto che possiamo allevare come cibo per i nostri beniamini. In origine era anche il solo allevato e quindi ha procurato non pochi problemi agli animali che se ne nutrivano. Sono certo che tutti voi avete avuto a che fare almeno con questo insetto, che in quanto a semplicià d'allevamento è senz'altro il numero uno e che, anche per prolificità, non scherza (i grilli però lo battono). In questo capitolo vi riferirò le mie esperienze dirette con due dei tre tenebrionidi d'interesse (Tenebrio molitor e Zophobas morio), riferendovi quanto ho letto sul terzo (Alphitobius diaperinus).
    Riguardo al Tribolium confusum ho infine deciso di dedicargli una paginetta a sè, perchè poco noto e ancor meno diffuso tra i terrariofili.

    Allevamento in generale: i quattro, salvo alcuni accorgimenti che riferirò dopo, possono essere allevati in condizioni simili che sono poi quelle generalmente applicate per il Tenebrio molitor. Il contenitore dovrà essere piuttosto amplio (min 15 litri) largo e basso, se desideriamo potervi attingere di frequente; in caso contrario sarà meglio disporre più "mini" colture in tempi successivi spostando i coleotteri adulti in nuove scatole. Il substrato sarà fornito dal cibo stesso che dovrà avere uno spessore di circa 3 cm; i tenebrioni "sono quello che mangiano" e le mille diatribe nate nel tentare di definire il loro potere nutritivo derivano unicamente dal medium in cui sono stati cresciuti a seconda dei casi. Così se come substrato usiamo la sola crusca le nostre larve saranno egualmente splendide, ma dal punto di vista nutrizionale appariranno troppo ricche in grassi e fosforo a scapito del contenuto proteico e di calcio (purtroppo chi le riproduce "industrialmente" utilizza proprio la crusca e questo è il più valido motivo per allevarsi in proprio i tenebrioni).

    Dico per inciso che larve abituate a mangiare crusca non si adattano ad altri cibi, piuttosto si lasciano morire di fame, per cui non sperate di "arricchirle" dopo averle comprate: è meglio lasciar sviluppare qualche adulto e partire da capo.
    Il substrato ottimale deve essere estremamente variato, io uso cibo in pellets per gatti (un po' interi ed un po' macinati), pellets di erba medica (quelli per conigli, di nuovo un po' interi ed un po' sminuzzati), crusca, farina di ceci (ricca in proteine vegetali), un mezzo cucchiaino di Repcal e aggiungo di tanto in tanto mezza patata o uno spicchio di mela come sorgente d'acqua, stando ben attento a non elevate l'umidità, infatti, ad eccezzione dell'Alphitobius che ama l'umido, le altre specie necessitano di un ambiente ben asciutto. Il ciclo riproduttivo a temperatura ambiente è di circa sei mesi ed ogni femmina depone un centinaio di uova.
    Circa una volta ogni due mesi (ma varia a seconda del numero di insetti e del contenitore) bisogna dare una pulita al tutto setacciando il substrato, per far questo potete usare un vero setaccio o farvene uno artigianale con un po' di rete a zanzariera. Con questo procedimento si fanno cadere le feci secche (che si accumulano sul fondo del contenitore) senza doversi dare a lunghe raccolte di larve in fuga, resta il fatto che se si è nel periodo delle neonate qualcuna cadrà comunque giù, vedete voi se avete tempo e voglia di recuperarle o se preferite posticipare la pulizia di un altro mese in attesa che queste crescano!

    Tenebrio molitor: quanto a lui ho praticamente detto tutto, a prova della semplicità del suo allevamento vi basti sapere che sto ancora utilizzando e riproducendo uno stock comprato nel 1980! Se avete da nutrire specie piccole come Dendrobates o Anolis vi conviene usare più recipienti piccoli (tipo vaschette da ricotta 250gr) in cui trasferire 6-8 coleotteri adulti, avrete così una scorta illimitata di larvettine da cui attingere. Le crisalidi del tenebrio, spesso sottovalutate poichè poco mobili, sono una vera golosità per molte tartarughe acquatiche, infatti in acqua tendono a galleggiare. Infine la polpa delle larve (specialmente di quelle che si apprestano a diventare crisalidi) è appetita da molti girini e dagli Hymenochirus adulti (peraltro anche i miei pesci ne vanno matti).

    Insomma nulla è sprecato, persino il coleottero adulto, nonostante la sua corazza chitinosa, è una leccornia per sauri deserticoli (guarda caso molte specie di tenebrionidi vivono appunto in regione desertiche).
    UNA PRECAUZIONE IMPORTANTE: proprio nel caso di terrari desertici è stato riportato di casi in cui larve sfuggite al predatore e interratesi sono poi penetrate nottetempo nell'animale, attraverso l'apertura cloacale cominciando a divorarselo dall'interno. Devo dire che a me non è mai successo, eppure qualche larva mi è scappata nella teca sia ai tempi dei ramarri, che in seguito con le Pogone, comunque meglio prevenire. Secondo me si corre questo rischio se la larva non trova proprio altro da mettere in pancia per cui si potrebbe lasciare un pezzetto di patata in un angolo della teca a mo' di "salvasauro".

    Zophobas morio: noto ai più come "kaimano" per la sua propensione a mordere, è la versione jumbo del tenebrio avendo dimensioni doppie (le foto qui di fianco non sono in scala con quelle sopra), le larve in effetti si assomigliano molto, mentre i coleotteri adulti son ben diversi a riprova del fatto che la loro "parentela" è lontana. Si tratta di animali tropicali dell'America centrale che richiedono temperature intorno ai 26-28 gradi per svilupparsi agevolmente inoltre, se il mantenimento è simile a quello dei Tenebrio, la loro riproduzione fa storia a sé.
    E' assai difficile infatti che le larve adulte di questa specie compiano la metamorfosi in crisalide spontaneamente, a me è successo solo durante l'estate "africana" del 2003. Gli insetti acquistati spesso hanno vita breve (si dice che vengano irradiati per impedire una eventuale infestazione) e, se non usati come cibo, cominciano a morire uno dopo l'altro. Per ottenere le crisalidi è necessario rifornirsi di una decina di contenitori per pellicola fotografica, ovvero di scatolette per esche (quelle in cui vengono vendute le camole del miele nei negozi di pesca), praticare forellini per l'areazione nel caso si usino i primi (o lasciarli senza coperchio come faccio io), e porre un cm di substrato nutritivo in ognuno.
    A questo punto si scelgono le larve più belle (movimenti rapidi e colori lucidi) e se ne mette una in ogni contenitore. Il tutto va messo in una scatola (che li tenga al buio) ed in un posto con temperatura di circa 28°C (es sul coperchio di un terrario, sopra alla zona cui corrispondono i reattori dei tubi fluorescenti). A giorni alterni controllare le larve: se stanno ferme, hanno colori opachi e sono dritte significa che sono morte e vanno sostituite, se invece, dopo 10-15 giorni sono 'a gancio' significa che stanno preparandosi alla metamorfosi. A due-tre settimane si osservano le crisalidi, non toccatele se no si agitano furiosamente! In genere la resa in crisalidi degli insetti acquistati è bassissima (circa il 10-20%), ma una volta avviato il vostro allevamento otterrete crisalidi dal 90% delle larve.
    Finalmente, dopo circa quattro settimane sgusceranno gli adulti, che, inizialmente chiari, passeranno dal colore rossastro al nero nel giro di 2-3 giorni. Mettere gli adulti insieme in un nuovo contenitore avendo cura di aggiungere, oltre al cibo, qualcosa di solido a cui possano attaccare le uova (pezzi di legno, di coccio, rotolini di cartone, pane secco, bucce di patata ecc). E' anche molto importante aggiungere una fonte d'acqua per gli adulti (frutta e/o un coperchio di porta rotolino fotografico con poche gocce d'acqua). In mancanza d'acqua la vita media di un adulto è di circa una settimana. La temperatura dovrebbe oscillare tra i 25 ed i 28 °C e le deposizioni cominciano circa 10 giorni dopo la metamorfosi. Dopo due mesi si noteranno le prime larvette che si muovono nel substrato. Dopo quattro mesi le larve avranno superato le dimensioni di una normale larva della farina. Poichè i coleotteri adulti possono vivere per molti mesi, quando si ritiene che le larve in un contenitore siano abbastanza si possono spostare gli adulti in uno nuovo. Ciò risulta utile anche perchè ho notato un'attività predatoria delle larve sulle uova per cui ad un certo punto non osserverete nuove nascite (le larve avranno tutte la stessa taglia).

    Alphitobius diaperinus: noto negli USA come "Buffalo", si tratta di un tenebrionide di misure intermedie (larva 1cm, coleottero di poco meno), considerato un vero flagello in zootecnia perchè infesta gli allevamenti di pollame nutrendosi di escrementi e trasmettendo ai polli (che a loro volta se li mangiano) svariati batteri parassiti (es la Salmonella). In aggiunta amano scavarsi gallerie nel legno per cui alla lunga indeboliscono anche le infrastrutture.
    Se dopo questa presentazione da incubo volete ancora allevarli sappiate che, a differenza del Tribolium, questa specie si riesce a trovare in commercio.
    Per quanto riguarda l'allevamento ricordatevi di tenere ben chiuso il coperchio del loro contenitore (regola d'oro anche per tutte le specie precedenti) perchè questo tenebrionide svolazza più volentieri degli altri due. Inoltre questa specie è quella che ha bisogno del tasso di umidità più elevato per essere veramene produttiva, il che non è sempre agevole (anche in questo caso il rischio di un assalto di acari è elevato). Insomma se vi serve si può tenere ed è molto produttivo se no accontentatevi del normale Tenebrio molitor e scalate gli allevamenti in modo da garantirvi sempre larve di piccola taglia.
    fonte originale amicinsoliti

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